Chi c'è dietro BikeClab

BikeClab non è nata in un ufficio. È nata da Andrea Calvo, sviluppatore indie di 16 anni di Milano, che va in MTB e si è stancato di non capire cosa non andasse alla sua bici. Ogni rumore strano significava o ore su forum e video, o un viaggio in officina anche per cose che si potevano sistemare in cinque minuti.
L'idea di aiutare i ciclisti con la tecnologia non è arrivata dal nulla: sono 3 anni e mezzo di iterazioni, di versioni buttate e ricominciate, di tentativi che non hanno funzionato e di lezioni imparate a ogni giro. BikeClab è il punto di arrivo di quel percorso: un'app che fa una cosa sola e la fa bene, diagnosticare i problemi della bici con controlli guidati passo passo.
Tutto lo sviluppo avviene in public: ogni schermata, ogni bug, ogni decisione è documentata su Instagram, e i video del progetto fanno oltre 1 milione di visualizzazioni al mese. Niente facciata aziendale, niente team inventato. C'è una persona che costruisce, oltre 1.400 ciclisti che hanno già usato l'app per capire cosa aveva la loro bici e un ciclo continuo di feedback che la migliora ogni settimana.
La missione è semplice: rendere la manutenzione della bici comprensibile a tutti. Non devi essere un meccanico per capire perché i tuoi freni fischiano o perché il cambio salta. Devi solo avere lo strumento giusto in tasca.