Chi c'è dietro BikeClab
BikeClab non è nata in un ufficio. È nata da Andrea Calvo, sviluppatore indie di 15 anni di Milano, che va in MTB e si è stancato di non capire cosa non andasse alla sua bici. Ogni rumore strano significava o ore su forum e video, o un viaggio in officina anche per cose che si potevano sistemare in cinque minuti.
L'idea di aiutare i ciclisti con la tecnologia non è arrivata dal nulla: sono 3 anni e mezzo di iterazioni, di versioni buttate e ricominciate, di tentativi che non hanno funzionato e di lezioni imparate a ogni giro. BikeClab è il punto di arrivo di quel percorso: un'app che fa una cosa sola e la fa bene, diagnosticare i problemi della bici con controlli guidati passo passo.
Tutto lo sviluppo avviene in public: ogni schermata, ogni bug, ogni decisione è documentata su Instagram. Niente facciata aziendale, niente team inventato. C'è una persona che costruisce, una community di oltre 577 ciclisti che usa l'app e un ciclo continuo di feedback che la migliora ogni settimana.
La missione è semplice: rendere la manutenzione della bici comprensibile a tutti. Non devi essere un meccanico per capire perché i tuoi freni fischiano o perché il cambio salta. Devi solo avere lo strumento giusto in tasca.